Le lotte, lo stato del sindacato, le nuove camere del lavoro. Le campagne contro il lavoro nero, per la riduzione dell’orario, per la libertà di sciopero.

Il workshop tematico sul lavoro ha visto la partecipazione di una cinquantina circa di militanti e lavoratori provenienti da diverse città italiane, da Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Firenze, Viareggio,Roma, Napoli, Cava de' Tirreni, Catania.

 
La discussione si è incentrata sui compiti e sulle prospettive che chi si occupa di lavoro ha davanti a sé.
Gli interventi hanno indicato quali sono le difficoltà che ci troviamo davanti: in Italia il mondo del lavoro si mobilita ormai da anni in ordine sparso, con vertenze più o meno grandi che non riescono a sollevare questioni più generali; i sindacati hanno da un lato gettato la maschera (FIOM) dall’altro (sindacalismo di base e conflittuale) subiscono attacchi quotidiani sui temi del diritto di organizzazione, di rappresentanza e soprattutto di sciopero. La dinamica delle assunzioni, dopo l’orgia delle decontribuzioni, torna ad essere quantitativamente fiacca e qualitativamente precaria, con i deboli incrementi occupazionali che si concentrano particolarmente tra gli over 50, per effetto della Fornero, e nei settori di scarsa o nulla capacità di valorizzazione, come molte attività connesse ai servizi alla persona, al turismo, alla ristorazione.

Il pubblico impiego in senso lato – PA, trasporti, sanità, rifiuti – subisce un fortissimo attacco ideologico e ha visto crollare il proprio potere d’acquisto a causa del quasi decennale blocco salariale; la disoccupazione giovanile è tra le più alte d’Europa e il saldo tra emigrati e immigrati è tornato da qualche anno ad essere positivo.


Nonostante le difficoltà i lavoratori continuano a mostrare una notevole propensione alla mobilitazione diretta, come hanno dimostrato, nel corso dell’anno politico che sta per finire, gli scioperi nella logistica, lo straordinario sciopero dei trasporti, la determinazione a rifiutare i ricatti padronali nelle grandi vertenze Almaviva e Alitalia e, per finire, la sonora sconfitta del piano di completamento del massacro costituzionale arrivata col NO al referendum costituzionale. Il governo stesso è consapevole del fatto che sotto la quiete apparente resiste qualcosa che da un momento all’altro può riaccendersi, ragion per cui ha strumentalmente “abolito” i voucher e corteggia i dipendenti pubblici, in particolare il personale della scuola, con l’apertura di tavoli per i rinnovi, la diffusione di false notizie sugli aumenti e l’elargizione di vari bonus per dare l’illusione di un aumento immediato del potere d’acquisto.


I partecipanti hanno, in diverse forme, messo in evidenza le pratiche adottate per resistere agli attacchi e anche per tentare l’offensiva: nelle differenze, i comuni denominatori sono certamente lo sviluppo della pratica del controllo popolare come propedeutica all’esercizio del potere popolare; il mutualismo come pratica di solidarietà di classe; l’attenzione al territorio come nuovo e strategico livello ricompositivo per tutta quella fetta di lavoratori “deboli”, difficilmente intercettabile sui posti di lavoro ma facile da incrociare nei quartieri e nelle strade; l’imperativo dell’unità delle lotte, non come slogan ma come impegno serio e concreto che chiunque, nel suo agire quotidiano, deve assumersi.


I partecipanti al tavolo si sono lasciati con diversi impegni, sui quali chiamarsi a verifica fra qualche mese:
1) costruire uno sportello di assistenza legale per i lavoratori su ogni territorio, ampliando la Rete che si è già costituita da un anno
2) scrivere e condividere una piattaforma che impegni tutti a lavorare su alcuni punti in comune: difesa del diritto di sciopero, sostegno concreto alle lotte dei lavoratori, sviluppo di pratiche di mutualismo e resistenza
3) promuovere pratiche di controllo popolare su vari aspetti del mondo del lavoro (dal lavoro nero, ai contratti irregolari, fino agli appalti...)
Il tavolo si è concluso con l’impegno a rivedersi per confrontarsi su quanto stabilito e fatto nei mesi a venire.

Calendario

October 2017
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