Anche oggi le lavoratrici e i lavoratori della clinica “Villa Bianca” si sono fatti sentire con uno sciopero compatto e un presidio determinato sotto la sede del sub-commissario regionale alla Sanità.

L'ennesima giornata di lotta è stata scandita dal rumore dei fischietti, da slogan incessanti e striscioni per pretendere che Regione e azienda rispondano alle richieste di una vertenza che vede uniti tutti i lavoratori della clinica.

Continua quindi la loro battaglia per la revoca immediata dei 27 licenziamenti previsti dall'azienda che si dice costretta alla chiusura del reparto ostetricia per mancanza dei requisiti previsti dal cosiddetto decreto “Balduzzi”. Mancano all'appello 16 posti letto che permetterebbero alla clinica di continuare a fornire prestazioni convenzionate e che la Regione potrebbe concedere; in caso contrario entro il 20 novembre le lavoratrici si vedranno chiudere la porta in faccia. Per queste ragioni oggi il presidio della Villa Bianca ha alzato i toni contro quel “palazzo” che sembra immobile nel risolvere una situazione dalle gravi conseguenze occupazionali e sociali (basti pensare alle 2000 nascite che il reparto a rischio chiusura garantisce ogni anno) e rispetto alla quale ha anch'esso, assieme all'azienda, le proprie colpe.

Ma a fronte di un rimpallo di responsabilità, tra un'azienda che licenzia per fare pressioni sulla Regione e i responsabili istituzionali, che si barcamenano tra un sub-commisario alla Sanità in scadenza di mandato e l'attesa della nomina del nuovo commissario da parte del Governo, per adesso a farne le spese sono, come al solito, le lavoratrici che denunciano come tale ping-pong avvenga sulla pelle di chi materialmente porta avanti uno dei punti nascite più importanti della città.

Ottenuto nella mattinata un incontro tra le parti sindacali e la controparte istituzionale si sono sentite per ora solo rassicurazioni sul buon esito della vicenda ma le lavoratrici non abbasseranno certo la guardia di fronte a delle semplici promesse. Finché non si vedrà una soluzione nero su bianco la battaglia andrà avanti.

Già domani alle 15:00 saranno presenti in massa in occasione dell'incontro con l'azienda per chiedere la revoca dei 27 licenziamenti. Senza l'immediato accoglimento di questa rivendicazione è impossibile pensare che la protesta si fermi.

Revoca dei licenziamenti! Diritto alla salute! Diritto al lavoro! Al fianco delle lavoratrici di Villa Bianca!

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