A. I nostri strumenti, i nostri risultati


1. Sportello di tutela legale per i lavoratori

Ogni mercoledì, dalle 18:30 alle 19:30
Vi collaborano ben sei avvocati e un consulente del lavoro. È gratuito.
Si trova presso la Camera Popolare del Lavoro dell’ex-OPG “Je so’ pazzo” per consulenze, consigli, lettura della busta paga, ricorsi e vertenze di lavoro.
Lo sportello ha all’attivo 46 lavoratori seguiti e 22.900 euro vinti solo nel suo primo anno di attività nel 2016/2017. Ad oggi i lavoratori seguiti sono stati 116 e i soldi recuperati e messi nelle tasche dei lavoratori sono 44100 euro.

Si riunisce in assemblea plenaria
Mercoledì: ore 19:00

Sportello legale del lavoro
Ogni Mercoledì, dalle 18:30 alle 20:30

Sportello di supporto per immigrati
Ogni Giovedì, dalle 16:00 alle 19:00

pagina facebook: Camera Popolare del Lavoro
email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Perché una camera del lavoro?
Perché sono anni che subiamo il ricatto della crisi, la retorica sui sacrifici per il bene comune, gli annunci di una ripresa che non arriva mai. Intanto, la situazione occupazionale peggiora sempre più, non solo nei termini del numero di disoccupati e per chi è costretto a lavorare saltuariamente e “a nero”, ma proprio rispetto alle condizioni lavorative, sia per i “precari” che per i cosiddetti “garantiti” (ferie e malattie negate, possibilità sempre più alte di licenziamento indiscriminato, buste paga sempre più leggere, etc.).

Il comunicato congiunto del tavolo tra Ispettorato del Lavoro e i lavoratori a nero della Camera Popolare del Lavoro

Mercoledì 20 Giugno saremo di nuovo all'Ispettorato del Lavoro di Napoli: ci andremo con tutte e tutti quelli che, in questi mesi, sono venuti da noi per una consulenza sul proprio rapporto di lavoro a nero, o per fare causa. Andremo semplicemente tutti insieme a presentare denuncia: perché insieme? Perché abbiamo già provato che così veniamo ascoltati.

Il lavoro nero è una rogna! Si tratta di una banalità per chi ogni giorno è costretto a lavorare senza nessuna tutela contrattuale e, allo stesso tempo, di un’affermazione che indica le difficoltà di intervento che ci siamo trovati ad affrontare quando abbiamo deciso di prendere “di petto” quest'ambito. In questo testo vogliamo provare a socializzare qualche riflessione con chi vuole affrontare le problematiche e le rivendicazioni in un settore del mondo del lavoro per definizione complicato, articolato e variegato.

Ve lo ricordate Giacomo Vitali? Era quel signore che, in fuga dal mondo moderno, decise di vivere alla Coop, si sposò nel reparto verdure e fece crescere i suoi figli nel reparto banane. Era il 1991, ed era solo uno spot, girato da Woody Allen.

Finalmente dopo mesi di mobilitazione, denunce e visite all'Ispettorato del Lavoro, presidi e cortei, confronti costanti con i lavoratori e le lavoratrici della nostra città e raccolta delle segnalazioni di violazione dei loro diritti, il Comune di Napoli ha redatto un nuovo regolamento sulle concessioni del suolo pubblico che può dare maggiori tutele ai lavoratori, con una parte specifica sul lavoro nero!

Ieri siamo tornati all'Ispettorato del lavoro, per la serie ''non ti scordar di noi''. Ci siamo presentati alle porte del direttore quest'oggi per complimentarci dell'avvenuta Ispezione a Napoli Sotteranea!

Ebbene sì, pare proprio che il “furbetto del sottosuolo” Albertini, dopo anni di allegra speculazione e migliaia di euro intascati col lavoro nero di tante e tanti giovani, abbia dovuto cambiare linea e cominciare a far firmare un po' di contratti!

Care e cari, vi scriviamo per fare il punto e annunciarvi un po' di novità (alla fine trovate una chicca che merita assai!).

Ci teniamo infatti che tutti possano sapere, partecipare, rilanciare le notizie. Questa vicenda tocca non solo quei lavoratori, ma un sistema di lavoro nero di imbrogli, di danno ai soldi pubblici e all'immagine di Napoli, che speriamo che ogni cittadino si voglia mobilitare! Ma andiamo con ordine:

Le lotte, lo stato del sindacato, le nuove camere del lavoro. Le campagne contro il lavoro nero, per la riduzione dell’orario, per la libertà di sciopero.

«Uno può vivere tutta una vita senza sentir parlare dei minatori, una maggioranza preferirebbe addirittura non sentirne parlare. La stessa cosa avviene con tutte le specie di lavori manuali, ci tengono in vita e noi ci dimentichiamo che esistono.»
George Orwell, La strada di Wigan Pier

Torni a casa, una doccia, due cose da sistemare, poi via a trangugiare qualcosa a tavola. Finisci, rassetti e mentre la digestione si avvia lentamente ti metti a lavare i piatti.

Da settembre 2016 a inizio giugno si sono rivolti al nostro sportello legale gratuito ben 46 fra lavoratrici e lavoratori.

F. è una ragazza come tante, più o meno come tutte e tutti noi. Con le sue aspirazioni, con i suoi piccoli o grandi sacrifici, con i suoi "pizzichi sulla pancia", le sue rinunce, la sua ostinatezza ad andare avanti.

Questa è un piccola storia di una rivincita personale e di una piccola vittoria collettiva.

Allo sportello legale della Camera Popolare del Lavoro veniamo a contatto con lavoratrici e lavoratori diversi per età, per impiego e mansioni svolte: una una grande varietà che ci permette di saggiare a livelli differenti quale sia la condizione della classe oggi nei luoghi di lavoro.

È una storia vecchia come il mondo: se sei solo e sei debole, il più forte ti schiaccia. Ma se ti allei con altri come te, diventi maggioranza, e riesci a vincere. È questo quello che sta succedendo in questi mesi. 

Molti di noi, molti di quelli che ogni giorno frequentano l’Ex OPG, hanno 18, 20, 30 anni. Come tanti nostri coetanei e concittadini lavoriamo a nero: non solo nei pub e nei ristoranti, ma in negozi, uffici, fabbrichette… Non c’è bisogno di complesse indagini sociologiche per sapere che siamo tantissimi, che in tanti posti del nostro Sud il lavoro sommerso e irregolare è la norma non solo nelle isolate campagne dove sfruttano per lo più immigrati a tre euro l’ora, ma anche nel centro delle città. Non ci vuole la zingara per sapere che se lavori a nero guadagni di meno, non hai i contributi per la pensione, non hai diritti precisi, lavori più ore e peggio, rischi di farti male e di non essere manco rimborsato...

Questo manualetto è il risultato di un percorso nato all'interno della Camera Popolare del Lavoro di Napoli, un'esperienza nuova, autogestita, interna allo spazio e al progetto dell'Ex OPG “Je so’ pazzo”.

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