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VENERDI 13 SETTEMBRE


▶ Ore 16:30
Accoglienza e visite guidate nelle celle e negli spazi del vecchio manicomio criminale
Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.


Ore 17:30 - DIBATTITO
La comunicazione politica oggi: combattere la Bestia
intervengono
- Rosa Sica responsabile comunicazione Potere al Popolo
- Emiliano Rubbi blogger e musicista
- Alessandro Lolli scrittore e autore de “La guerra dei meme”
- Francesco Piccinini direttore di Fanpage

La destra di Salvini, Trump, Bolsonaro si è affermata anche grazie a un uso distorto della comunicazione. Fra fake news, trovate di marketing, software pagati milioni, violenza verbale e cyberbullismo, questa destra fascista è riuscita a rinforzare gli elementi più razzisti e retrogradi presenti nel senso comune, a costruire una realtà completamente alterata, a imporre i propri temi all’ordine del giorno. I competitor elettorali, almeno italiani, hanno molto arrancato, anche i 5 Stelle che sembravano così forti su questo tema: soprattutto per ragioni politiche e ideologiche, legate alla mancanza di un chiaro progetto e di una chiara collocazione rispetto alle classi popolari.

A noi, che certo non abbiamo i mezzi economici della Lega e la compiacenza mass mediatica, ma che abbiamo una chiarezza rispetto ai nostri obbiettivi politici e anche un po’ di fantasia, interessa capire come riuscire a combattere la Bestia, il dispositivo comunicativo di Salvini, e imporre i nostri temi, che poi sono quelli della maggioranza degli italiani, e il nostro ordine di discorso.

Per questo abbiamo chiesto aiuto ad alcuni esperti di comunicazione – da Emiliano Rubbi che, oltre ad essere blogger, lavora anche nella radio, nel cinema e nel mondo musicale, ad Alessandro Lolli che ha studiato le forme di comunicazione social come i “meme”, attraverso cui la destra ha veicolato il suo pensiero, passando per Francesco Piccinini, che invece è direttore di Fanpage, uno dei quotidiani più seguiti online, e dimostra che è possibile fare, anche a livelli mainstream, un giornalismo di inchieste e fatti.



SABATO 14 SETTEMBRE

 

Ore 11:00-16:30 - TAVOLO DI LAVORO
Mutualismo conflittuale.
Primo Incontro Nazionale delle Case del Popolo

Negli ultimi anni si assiste in Italia a un ritorno al lavoro territoriale e mutualistico. In realtà a sinistra, sin dagli inizi del movimento socialista, Camere del Lavoro, Case del Popolo, Centri Sociali, palestre popolari, sono sempre stati luoghi e strumenti attraverso cui radicare il progetto politico sul territorio, offrire una risposta immediata ai bisogni, costruire comunità e dimostrare da subito che un altro mondo e altre relazioni sociali non sottomesse al profitto e alla gerarchia sono possibili.

Potere al Popolo! è l’organizzazione politica che più si è caratterizzata su questo aspetto, arrivando ad aprire in un solo anno ben 28 Case del Popolo in tutta Italia, collegandosi anche con realtà internazionali, dalla Turchia alla Spagna, passando per le “Maison du Peuple” che i Gilet Gialli cominciano ad aprire in Francia. Ma il lavoro mutualistico, e questo enorme sapere sociale, precede Potere al Popolo e coinvolge centinaia di associazioni, comitati di quartiere, Case del Popolo ereditate dai tempi del PCI. Purtroppo spesso queste realtà non si conoscono e non comunicano fra loro, e non riescono a legare le risposte dei bisogni sul piano generale, rimanendo così parcellizzate.

Per questo abbiamo pensato di lanciare il Primo Incontro Nazionale delle Case del Popolo, aperto a chiunque faccia un lavoro di carattere mutualistico e solidale, volto a intercettare le classi popolari intorno ai loro bisogni.

Abbiamo infatti la necessità di conoscerci, scambiarci le pratiche che funzionano, ragionare sui limiti delle nostre esperienze e migliorarci. 

Come far sì infatti che questo ritorno al territorio non diventi semplicemente localismo? Come far sì che l’attività sociale, per quanto encomiabile, non diventi assistenzialismo e produca invece crescita politica? Come rendere sostenibile l’apertura di una Casa del Popolo? Come le Case del Popolo possono far conoscere a tutti le proprie attività, comunicando alla città e non chiudendosi sui partecipanti già coinvolti? Come costruire una rete della confederalità sociale che crei un circuito alternativo a tutti i livelli, dove trovare prodotti, contenuti, servizi volti al benessere delle persone e del pianeta? Come far sì che le Case del Popolo diventi delle “basi rosse” in cui aggregare persone, formarle a contatto con il lavoro quotidiano, e poi mandarle da lì a occupare nuovi territori?

Per rispondere a queste domande, l’ìncontro sarà diviso in due sessioni di due ore e mezza ciascuna con pausa pranzo. Nella prima parte ci si presenterà, si ragionerà di mutualismo conflittuale, del perché non è un semplice “erogare servizi”, di come si intreccia alle lotte etc. Nella seconda ragioneremo sulla costruzione di una mappa solidale, per creare un circuito dove diffondere beni - produzioni fuori mercato -, cultura e immaginario - musica alternativa, presentazione di libri, e promuovere cultura e saperi  -, dare sostegno materiale ai bisogni delle persone come pratica contro la guerra tra poveri, attivare un ecologismo di classe che rigenera il territorio – controllo popolare su discariche e amianto, speculazione sui rifiuti, cementizia e dissesto idrogeologico, protocolli in caso di disastri naturali ed interventi a supporto delle emergenze sociali ed ambientali.


Ore 16:30
Accoglienza e visite guidate nelle celle e negli spazi del vecchio manicomio criminale
Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.


Ore 17:00 - DIBATTITO
Il Conte BIS e noi. Per non rassegnarsi a pop-corn e al "menopeggismo". Prepariamoci a lottare!

Intervengono:
Viola Carofalo Portavoce nazionale di Potere al Popolo!
José Nivoi Collettivo Lavoratori Portuali – Genova
Antonio Donnarumma Operaio Whirlpool – Napoli
Lorenzo Mirabella Riders Union – Catania
Attivista NO TAP - Lecce
Francesco Antenucci NO TAV – Val Susa
Moussa Sissoko Movimento Migranti e Rifugiati Napoletani
Non una di Meno Napoli
Erminia Maiorino Casa del Popolo Cohiba - Nocera Inferiore - Salerno - No all'autonomia differenziata!
Giuseppe Grauso attivista del Movimento per l'acqua pubblica - Campania

Dopo un agosto di passione, tra Papeete, rosari e maratone di Mentana, ma anche un accenno di risveglio di mobilitazione popolare contro Salvini e la Lega, contro la guerra tra poveri e i nuovi progetti autoritari, settembre ci si presenta con il volto di un nuovo governo, quello PD-M5S.
In molti hanno tirato un sospiro di sollievo perché la "Bestia" è ora all'opposizione. Alcuni si sono spinti oltre, nella speranza – che si è fatta in parte già convinzione – che il Conte 2 potrà essere un governo di svolta per il Paese.
Speranza che nasce perché la quotidianità si fa sempre più dura e c’è la voglia di vedere finalmente un cambio di rotta. A rischio di illudersi, e poi deludersi...
Una speranza/convinzione, però, che deve fare i conti con la realtà, quella di un governo formato dallo stesso PD che, al governo fino a un anno e mezzo fa, è stato responsabile del Jobs Act, sostenitore della Riforma Fornero, grande sponsor di tutte le grandi opere inutili, TAV e TAP in primis, della Buona Scuola e dello Sblocca-Italia, nonché del tentativo di riforma costituzionale in senso autoritario e centralizzatore. Un partito perfettamente allineato con UE e FMI in tema di politiche economiche (che si chiamino austerity o monetary/fiscal easing), subordinato agli interessi di Washington e oggi alleato di quel M5S che coniò l’espressione “taxi del mare” per le ONG che salvavano vite nel Mediterraneo, che tutt’ora rivendica i decreti sicurezza, che Salvini si è intestato. Insomma, dobbiamo davvero nutrire tutta questa fiducia in un governo che per certi versi puzza già di vecchio? O davvero si preannuncia uno squarcio di sole dopo un periodo di tempesta?

Mentre giornali e TV si impegnano a propagandare il Conte 2 come nuovo governo del cambiamento - dove l'abbiamo già sentita questa? - abbiamo deciso di interrogare chi come noi cerca risposte e soluzioni per il presente e, al contempo, una prospettiva di futuro. Partiamo dalle dichiarazioni di volontà di discontinuità di chi ora è al governo, dai 29 punti programmatici dati a conoscere all’opinione pubblica, per chiederci insieme cosa potrà cambiare e, soprattutto, cosa possiamo fare noi affinché le nostre vite si trasformino davvero. A partire dalla necessità di porre in cima alla nostra agenda il tema della lotta alle diseguaglianze che, anziché ridursi, continuano ad aumentare, con una forbice sempre più insopportabile. E con tutte le forze politiche parlamentari, quelle di maggioranza e quelle di opposizione, che si oppongono a una possibile redistribuzione della ricchezza che, inevitabilmente, per esser efficace, dovrebbe andare a intaccare i grandi patrimoni che in pochi hanno accumulato negli anni.

Ci confronteremo con gli operai della Whirlpool, coi riders che consegnano il cibo a tavola, con gli aspiranti navigator, per chieder loro cosa attende “vecchi” e “nuovi” lavoratori col governo “di svolta”, per mettere al centro le rivendicazioni di chi ogni giorno produce e fa circolare la ricchezza di questo Paese. E insieme ai lavoratori portuali di Genova, che hanno bloccato a più riprese armi destinate all’Arabia Saudita, risultato “impossibile” a detta di molti, e che svelano i meccanismi di scambi commerciali che vanno a foraggiare guerre per le quali ogni anno l’Italia spende miliardi sotto l’imperscrutabile voce “spese indifferibili”.
Con i Movimenti NO TAV e NO TAP, considerato che l’agenda politica di PD-M5S pare ora imperniata sulla promessa del passaggio alla “green economy”, sulla scorta delle rivendicazioni dei milioni di giovanissimi che sono scesi in piazza negli ultimi mesi: come si inseriscono le grandi opere in questa strategia governativa e qual è la nostra idea di sviluppo del Paese?
Saremo coi migranti, troppo spesso “oggetto” delle politiche repressive dello Stato, che si presenti col nome di Minniti o Salvini, e di quelle paternalistiche di parte dell’associazionismo, per ascoltare la loro voce, le loro richieste, la posizione in merito alla paventata modifica minima del decreto sicurezza bis, il loro progetto di futuro.
E con le donne dei nuovi movimenti trans-femministi, che a centinaia di migliaia da anni invadono le strade di questo paese (e non solo): dopo il Ministro Fontana e il Congresso Mondiale delle Famiglia di Verona, cosa ci attende col nuovo Ministro Elena Bonetti? Quali sono le trasformazioni di cui abbiamo bisogno urgente?
E, ancora, ci interrogheremo sul futuro del progetto di autonomia differenziata, per il quale Di Maio a più riprese ha dichiarato che c’è la necessità di ultimarlo, con un benservito alla questione meridionale che viene proprio da chi al Sud ha fatto incetta di consensi.

Ci incontriamo, però, non solo per dibattere. Non siamo opinionisti. Siamo uomini e donne che lottano per migliorare la propria condizione e quella di chi ci sta accanto, delle nostre comunità. Regalandoci una prospettiva di futuro in cui la nostra voce non sia utilizzata strumentalmente e in maniera distorta da chi è al governo, ma trovi espressione diretta, nella costruzione del potere popolare, che è potere del popolo per il popolo. Democrazia per l’appunto. Servono strumenti per la riflessione e per l’azione. Per questo invitiamo tutte e tutti a contribuire. Non è il tempo dei divani e dei pop-corn. È il momento di mettersi insieme, parlarsi, attivarsi, perché siamo tutti parte della stessa battaglia!



DOMENICA 15 SETTEMBRE


▶ Ore 10:30 - DIBATTITO
Istituzioni di prossimità, controllo popolare, amministratori di strada

Ne discutiamo insieme con
- Chiara Capretti
coordinatrice nazionale Potere al Popolo
- Aurora Trotta consigliera comunale di Livorno
- Davide Secone consigliere comunale di Quarto
- Pierluigi Luisi consigliere comunale provincia di Mantova
- Massimiliano Tresca attivista PaP e esperto di enti locali
- Giuseppe Aragno storico del movimento operaio

Come si può agire all’interno delle istituzioni di prossimità, come gli enti locali? Anche su questo fronte, con Potere al Popolo facciamo tutto al contrario! Il campo della rappresentanza per noi non significa delegare al consigliere di turno, ma sfidare l’assetto istituzionale per trasformare - partendo dalle Municipalità e dai Consigli Comunali- tutti i luoghi della politica istituzionale in senso realmente partecipativo. Vogliamo aprirli alla discussione con gli abitanti e alla programmazione popolare dei servizi per il territorio!

Costruire strumenti di democrazia reale e di partecipazione dal basso è la prima gamba su cui si regge il passo del potere popolare. L’altra gamba è il “controllo popolare”: dobbiamo essere noi a controllare il lavoro delle istituzioni, costruendo percorsi di lotta e pratiche di intervento per evitare lo smantellamento dei servizi pubblici, per sottrarlo alla riduzione ad agenzia di servizio degli interessi privati.

Per questo i nostri amministratori sono amministratori di strada che costruiscono l’agenda politica a partire dal confronto costante con il territorio, che sostengono la partecipazione delle classi popolari per ricostruire la filiera che porta la politica dai palazzi alle strade e viceversa.

Calendario

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