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||| GIOVEDÌ 7 SETTEMBRE |||

Ore 17:00
Visite guidate dell’Ex OPG, con psichiatri e “gruppo memoria”

Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.

Ore 18:00
Assemblea: “Rendere visibili gli invisibili. Raccontare il lavoro, creare coscienza di classe

intervengono

- Wu Ming 2 scrittore membro del collettivo Wu Ming e MetalMente, collettivo di operai metalmeccanici, autori della narrazione collettiva "Meccanoscritto“
- Alberto Prunetti scrittore e traduttore, autore di "Amianto. Una storia operaia"
- Simona Baldanzi ricercatrice-scrittrice, autrice di "Figlia di una vestaglia blu" e di "Mugello sottosopra. Tute arancioni nei cantieri delle grandi opere"
- Marta Fana ricercatrice in economia, si occupa in particolare di economia del lavoro e disuguaglianze

- Operai e realtà lavorative

Negli ultimi 30 anni in questo paese si è prodotto un durissimo attacco rivolto contro tutti i lavoratori. L'ultimo passo è stato il Jobs Act, approvato in pompa magna dal governo Renzi e che ha tolto a chi qualcosa ancora aveva senza dare nulla, se non precarietà, a chi nulla aveva. Noi lavoratori veniamo catapultati sui giornali e nei TG come meri oggetti ogni volta che un provvedimento simile viene discusso o approvato: riforma del mercato del lavoro, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali. Poi, di nuovo, ringhiottiti dal silenzio, torniamo ad essere invisibili.
Non esistiamo, eppur ci siamo. Ci fanno sentire soli, in via d'estinzione, quando siamo tantissimi, milioni. E siamo noi a portare avanti il paese, a produrre, imballare, scrivere, tradurre, insegnare, pulire, trasportare, posizionare sugli scaffali, vendere tutti i prodotti che entrano nelle case e che vanno all'estero. Allora vogliamo tornare a prendere parola. Raccontare, convinti che dallo scambio si possano creare legami, solidarietà, coscienza. Mettere in condivisione la condizione che viviamo, che non è solo individuale né solo quella di chi rimpiange un passato più o meno roseo. Noi non siamo semplici vittime. Perché ci organizziamo, resistiamo e pensiamo continuamente al contrattacco. Perché le nostre vite sono complesse, vanno al di là della descrizione dell’attività che conduciamo nelle aziende in cui siamo assunti. Sono fatte di risate, chiacchierate, sbornie, viaggi, sogni, legami, solidarietà, amore. Ma come si fa? Come possiamo tornare ad essere soggetto - e non mero oggetto - della storia?


||| VENERDÌ 8 SETTEMBRE |||

Ore 16:00
Visite guidate dell’Ex OPG, con psichiatri, “gruppo memoria”
Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.

Ore 17:00
Assemblea: “Guerre, migrazioni, razzismo e accoglienza. Come costruire la solidarietà, come creare un fronte di lotta per i diritti di tutti?”

intervengono (a breve i nomi di tutti relatori)

- Giorgia Girometti Medici Senza Frontiere - Responsabile comunicazione per i progetti in Italia
- Aboubakar Soumahoro Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo (CISPM)
- Gennaro Avallone docente di Sociologia Urbana e attivista della campagna "LasciateCIEntrare"

Quello che sta succedendo è senza precedenti. Prima gli attacchi alle ONG, che hanno portato alla fine degli aiuti ai migranti nel Mediterraneo, quindi gli sgomberi dei rifugiati con gli idranti sulle donne incinte, gli abusi nei CAS, gli atti di razzismo persino contro italiani dalla pelle scura... Negli ultimi mesi tutte le forze politiche si sono spostate a destra. Alla domanda di redistribuzione della ricchezza, di lavoro, di inclusione sociale, uscita fuori dal Referendum del 4 dicembre, il PD ha risposto spostando la discussione, alimentando la paura e la guerra fra poveri. Da parte sua il 5 Stelle, avvicinandosi la data delle elezioni, ha deciso di cavalcare, rinforzandola, l’ondata xenofoba.
Non è assurdo dire che stiamo assistendo alla nascita di un nuovo fascismo. Dobbiamo opporci in ogni modo: innanzitutto facendo vera informazione, conoscendo per davvero il fenomeno della migrazione, dei salvataggi in mare e dell’accoglienza, quindi lottando contro le guerre e le politiche imperialiste che distruggono i paesi africani e mediorientali, infine costruendo solidarietà fra italiani e stranieri. Il nostro obbiettivo deve essere quello di creare un fronte di lotta che strappi migliori condizioni di vita e di lavoro per tutti, che siano banchi o neri, donne o uomini. Come farlo?


||| SABATO 9 SETTEMBRE |||

Ore 10:30
Workshop. Cinque tavoli di lavoro in contemporanea, pensati per conoscersi, condividere esperienze e scambiarsi pratiche, per riuscire a intervenire sempre meglio sul contesto sociale e ad affinare le rivendicazioni politiche.

TAVOLO 1. “La centralità del mondo del lavoro: le lotte, lo stato del sindacato, le nuove camere del lavoro. Le campagne contro il lavoro nero, per la riduzione dell’orario, per la libertà di sciopero”

Il problema maggiormente sentito nel nostro paese in questo momento è il lavoro. Non solo perché non c’è, ma perché anche quando c’è, è precario, malpagato, pericoloso per la salute. Dunque senza intervento reale sul mondo del lavoro non può darsi nessun progetto politico di massa. Abbiamo quindi pensato un tavolo per discutere di come riuscire a portare avanti oggi le lotte nel mondo del lavoro, di come costruire legami di solidarietà, di come superare la frammentazione sindacale e la rassegnazione. Un tavolo che però vuole essere molto concreto, nella convinzione che per coinvolgere i lavoratori non servano grandi proclami ma piccole vittorie concrete che incidano sulla loro vita di ogni giorno. Ci porremo quindi queste domande: Come sta la nostra classe e cosa pensano di fare i sindacati? Quali sono le esperienze che abbiamo maturato nella lotta? Come opporsi al lavoro nero, ai licenziamenti, all’allungamento dell’orario di lavoro? Come ci mettiamo in connessione e diamo visibilità ai risultati ottenuti? Come impattano le ultime riforme sulle donne? Come controllare il privato e dare visibilità a quello che succede dentro fabbriche, cantieri e aziende?

TAVOLO 2. “Mutualismo, lotta alla povertà, risposta ai bisogni e costruzioni di reti popolari”

Doposcuola, palestre popolari, ambulatori, teatri, squadre di calcio: sono tante le attività sociali che ogni giorno comitati locali, centri sociali e associazioni svolgono, quasi sempre a titolo gratuito, per costruire rapporti con il territorio, per entrare in contatto con le masse, per diffondere i semi di una nuova coscienza. Come far sì che queste esperienze non si limitino all’assistenzialismo? Come far sì che non diventino delle semplici “pezze” per rattoppare gli strappi di questa società, o peggio un “parcheggio” per qualche compagno, ma facciano anzi aumentare la lotta? Come si passa dal mutualismo, oggi necessario per venire subito incontro ai bisogni e mettere le persone in relazione fra di loro, a un consapevole intervento politico di massa, che crei lotte riproducibili? Come coinvolgere al massimo le donne e le madri di famiglia, spesso molto presenti nell’attività sociale? Queste sono alcune delle domande fondamentali per far sì che la grande forza sociale che i compagni ancora hanno in Italia, possa diventare tema di agitazione, di rivendicazione, di coinvolgimento popolare a partire dai bisogni.

TAVOLO 3. “Migranti, sistema di accoglienza, controllo popolare e pratiche antirazziste”

La questione dell’immigrazione è ormai al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. È forse la questione che più di tutte consente alla destra di affermarsi e di crescere. D’altra parte, su questo tema si registrano anche lotte e avanzamenti da parte nostra. Dobbiamo collegare queste pratiche vincenti e farle assumere a ogni antifascista, a ogni realtà di base. Per non declinare l’antirazzismo in maniera rituale o pietistica, dobbiamo capire come sviluppare meccanismi di solidarietà fra gli sfruttati, come possiamo controllare lo sperpero di fondi pubblici che dovrebbero essere destinati all’accoglienza e invece vanno ad arricchire i privati, come possiamo efficacemente contrastare la propaganda e le pratiche del razzismo istituzionale e del fascismo di strada. E ancora: come possiamo ispezionare i centri di controllo e ristrutturare le nostre istituzioni, sin dal basso delle municipalità, alla luce della presenza degli immigrati e soprattutto delle donne immigrate, come far funzionare sportelli e scuole di italiano come centri di educazione a una nuova cittadinanza, fondata sulla lotta per i diritti e su un orizzonte dove al centro ci sia l’essere sociale dell’uomo e della donna…

TAVOLO 4. “Scuola, università, formazione e cultura: come intervenire su questo terreno”

Non si può fare nessuna lotta efficace senza un immaginario, una visione, la capacità di essere critici, di smontare l’ideologia. La scuola, l’università, il mondo della formazione, della ricerca e della cultura sono quindi un fondamentale terreno di lotta per riuscire a rifiutare la visione del mondo dominante. Ma non solo: sono anche luoghi dove si sfrutta (pensiamo soprattutto ai docenti precari che lavorano in scuole private, o all’alternanza scuola/lavoro negli istituti tecnici), dove si disciplina (gli studenti agli insegnanti, gli insegnanti ai presidi etc), dove si impone una terribile selezione di classe che sta impedendo ai proletari di questo paese di arrivare ai livelli più alti di istruzione. Come possiamo intervenire su questi problemi? A che punto è l’alternanza scuola/lavoro e come si sta contrastando? Come possiamo controllare dal basso i presidi manager, i programmi scolastici, il caro libri? Come possiamo costruire reti di supporto e di solidarietà? Come possiamo usare a nostro vantaggio lo sciopero corporativo dei professori e agitare le università smantellate da venticinque anni di controriforme?

TAVOLO 5. “Ambiente, salute e territorio: le ricadute del disastro ecologico e come effettuare un controllo popolare che eviti speculazioni”

Devastazione di territori per costruire gasdotti come il TAP, o grandi opere come il TAV, trivellazioni a ridosso delle coste, ma anche incendi boschivi, smaltimento illegale dei rifiuti: oggi il capitale crea profitto anche così, sfruttando selvaggiamente la natura. Le istituzioni statali o locali, d’altro canto, distribuiscono prebende e si assicurano consenso e clientele. A pagare il prezzo più alto è la maggioranza della popolazione: i danni non investono solo l’uso diretto da parte dei cittadini delle risorse naturali, ma la loro stessa salute, che viene sempre di più consegnata alle avide mani dei privati. Ambiente e benessere umano sono due lati di una stessa realtà, sia per chi li vuole sfruttare sia per chi li vuole tutelare. Di fronte a tutto questo la parola d’ordine del “Controllo Popolare” si erge con sempre maggiore forza, viene fatta propria da decine di comitati in giro per il paese. Ma come attuarla? Come legare le lotte in difesa del territorio con quelle della salute? Quale programma alternativo sviluppare?


Ore 16:00
Visite guidate dell’Ex OPG, con psichiatri, “gruppo memoria”
Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.


Ore 17:00 -
Assemblea: “La nuova sinistra in Europa e cosa possiamo fare in Italia. Come rispondere agli attentati terroristici, all’impoverimento crescente, alla divisione e all’odio, per un socialismo del XXI° secolo”

intervengono (a breve i nomi di tutti relatori)

- Elizabeth Hayden Gruppo coordinamento nazionale Momentum "Labour Party" - UK
- Quim Arrufat
Secretariado nacional de la CUP - Barcellona/Catalunya
- Marc Botenga Responsabile Affari europei del Partito Lavoratori del Belgio

- Compagni dalla Grecia e dalla Francia

In tutta Europa sempre più persone prendono consapevolezza del contesto di crisi, drammatico e sempre più preoccupante, in cui viviamo. In tanti hanno capito che così non si può andare avanti a lungo, e iniziano a organizzarsi. In Grecia, in Spagna, in Portogallo, in Francia, in Belgio, in Inghilterra, in tanti, soprattutto giovani, provenienti dalle classi popolari o dai ceti medi impoveriti, si sono messi in moto: “vecchie” organizzazioni si sono radicalizzate e hanno ottenuto risultati elettorali significativi, o sono nate nuove organizzazioni votate alla giustizia sociale, all’apertura di spazi di libertà, alla lotta contro le discriminazioni di razza e di genere…
Certo, si tratta di reazioni ancora limitate, a volte locali, spesso prive di un radicamento stabile, in alcuni casi (vedi Grecia), rapidamente sconfitte. Ciò non toglie che siano riuscite a mandare un segnale di riscossa, a cambiare almeno in parte il discorso pubblico, a migliorare nei fatti la vita delle masse popolari, a produrre le prime misure di redistribuzione. Questa presenza ha anche evitato che la destra e le forze di governo potessero capitalizzare gli attentati terroristici e costruire una società basata sulla paura, sul controllo e sull’odio.  
Purtroppo, per diversi motivi, in Italia questa riscossa, questo processo organizzativo non si è ancora dato. E tuttavia esso si impone con sempre maggiore forza come necessario. Vogliamo quindi confrontarci con i quadri e i militanti di diverse realtà europee per imparare da loro e capire insieme come mettere su un nuovo internazionalismo, che rimetta al centro del discorso non le frontiere ma l’unità degli sfruttati, per costruire un socialismo del XXI° secolo.


||| DOMENICA 10 SETTEBRE |||

Ore 10: 30
Assemblea plenaria: “Fase politica, classi sociali, movimenti. Basta con la rassegnazione, organizziamoci!”

Dopo tre giorni di assemblee, tavoli di lavoro e confronti individuali, vorremmo dare voce ai singoli e alle realtà che da tutta Italia vogliono portare un contributo sul tema del potere popolare, e dei modi in cui poterlo affermare. Proveremo quindi a riassumere un minimo il dibattito che si è sviluppato sia nelle precedenti assemblee che nei tavoli, al fine di delineare sempre meglio, a partire dall’esperienza concreta, quest’idea-forza del “potere popolare”. Idea che si basa sia su una confederalità sociale, ovvero su un insieme di pratiche di mutualismo, di autorganizzazione intorno ai bisogni, sia sulla costruzione di un livello politico-organizzativo che riesca a parlare alle masse e a comunicare la visione di una nuova società.
Purtroppo, dopo la vittoria al Referendum, l’iniziativa è tornata nelle mani delle classi dominanti, che hanno lavorato a disattivare ulteriori elementi di tensione (vedi referendum su articolo 18, appalti e voucher). Poco organizzati per incassare la vittoria del NO, abbiamo subito il bombardamento degli avversari, che si apprestano ad andare ad elezioni cercando di mobilitare le masse su posizioni reazionarie. Si preparano mesi di campagna elettorale che saranno un’iniezione di veleno nel corpo del paese. Dobbiamo impedirlo in ogni modo. A una situazione non convenzionale non si può rispondere con mezzi convenzionali, con il solito teatrino elettorale o di piazza. Abbiamo bisogno di un progetto più fondato e più deciso, che riesca a rivolgersi non solo alle residue nicchie della sinistra, ma a tutta la popolazione. Chiediamo per questo a ogni collettivo, ogni comitato, ogni realtà di base di mettersi in gioco.

Calendario

October 2017
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
1
8
15
22
29

Verità e Gustizia per Ibrahim Manneh. Vittima di razzismo e malasanità

Verità e giustizia per Ibra!

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

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Come si finanzia l'Ex OPG

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